S pesso, per indicare un bel volto, si usa l'espressione “un viso da bambola”. Le bambole coreane, delle varie epoche, sono belle, e in questo riflettono l'animo di chi le ha create. Ma, naturalmente, il valore di una bambola non risiede solo nella sua bellezza. Una bambola, che risale agli anni 1950: Come prodotto della vita di ogni giorno, le bambole sono anche delle registrazioni dei volti, dei vestiti e dello stile di vita delle persone che le hanno create. Perciò, gli abiti del passato che sono andati perduti o che sono stati rovinati dal tempo, vengono spesso ricreati sulla base di come sono rappresentati nelle bambole di terracotta o di legno. Qui si tenterà una storia di questa umile, ma affascinante, arte minore. |
Un'altra bambola: una donna che Anche la storia delle bambole coreane ha avuto questi tipo di sviluppo. Le prime bambole coreane sono immagini in terracotta, rinvenute nelle tombe del quinto e sesto secolo nel regno di Silla. Queste figure di persone intente alle attività quotidiane, come suonare strumenti musicali o gioire della compagnia, sono semplici e modellate a mano in modo piuttosto rozzo, ma ci permettono di dare un'occhiata al modo in cui si viveva quando sono state create. |
La figura in vetro di un giovane monaco scoperta a Kongju nella tomba del re Muryŏng (r. 501-523) del regno di Paekche ha la faccia con occhi, naso e bocca chiaramente visibili. La produzione e i
costumi Bambole di legno degli anni 1950: |
Uno dei costumi popolari interessanti che coinvolgono la creazione di bambole è quello chiamato jaeung. Al capodanno lunare gli abitanti del villaggio fanno con la Bambola coreana (signore vestito col tipico Con lo sviluppo della civiltà moderna, le bambole hanno perso il loro simbolismo come figure magiche e sono diventate invece oggetti per il gioco e per l'apprezzamento estetico. Di conseguenza l'aspetto decorativo delle bambole è diventato più importante ed esse vengono principalmente usate come giocattoli o come ornamenti. |
Le prime bambole decorative coreane furono fatte alla fine del 19º secolo su richiesta Da sinistra, una bambola di plastica prodotta negli anni 1970 I capi di vestiario erano preparati e fatti indossare alla bambola uno per uno, proprio come i vestiti reali, mentre le facce hanno caratteristiche tipiche, come gli occhi piccoli, il naso largo e gli zigomi sporgenti. |
A partire da allora, si son continuate a fabbricare bambole che rivelano aspetto e stile di vita coreano. Nel 1959 la rivista americana Worldwide Doll riportava un servizio sulle 12 più belle bambole del
mondo, fra cui si trovava una bambola coreana. La faccia di questa bambola non aveva un naso prominente, né occhi grandi e Bamboline facenti parte di una I resoconti mostrano che negli anni 1950, quando molti stranieri vennero in Corea dopo la Guerra di Corea, piccole bambole decorative di legno erano popolari come souvenir. |
Nel corso degli anni 1960, quando le bambole divennero uno dei principali prodotti di esportazione, queste venivano confezionate con materiali diversi, fra cui la Bambole intente alla stiratura dei Le bambole occidentali, che erano da tempo diventate famose come giocattoli e come soprammobili, furono commercializzate con successo. La loro importazione fermò praticamente la vendita delle bambole tipicamente coreane. |
Negli anni 1980, nel bel mezzo del movimento di democratizzazione e di modernizzazione, la gente cominciò a volgere di nuovo gli occhi al passato e alla bellezza della tradizione. Nel Bambole di carta prodotte negli anni 1960 Ora, nel periodo moderno, alcuni giovani artigiani si sono impegnati a creare bambole che abbiano in sé la bellezza degli elementi tradizionali, e queste bambole, fatte di carta, legno, tessuto o creta, hanno di nuovo ripreso un aspetto tipicamente coreano. |
Bamboline di carta: un letterato che Nel negozio “Time Travel”, dove in maggio e giugno 2002 si è tenuta una mostra di bambole, si può trovare un assortimento di modelli di periodi diversi. Nelle loro espressioni facciali le bambole comunicano calore, umorismo, buona educazione e grazia. |
| Tratto da “Korean Dolls”, in Pictorial Korea, settembre 2002. Testo di Kim Si-ya, fotografie di Lee Dong-chun. Pubblicato con autorizzazione del Korea Information Service, che si riserva il copyright sull'intero contenuto della rivista. Riferimento: Korea.net. |
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© Valerio Anselmo