Cartoline da Chejudo (Jejudo)

Nella grande isola di Cheju-do i tanti vulcani spenti ricordano un lontano passato molto violento. Ora è un luogo amato dai coreani e dai turisti stranieri che vi trovano un clima mite e ancora qualche traccia di usi e costumi peculiari (si veda anche una precedente pagina dedicata).
In questa pagina i nomi di luogo vengono trascritti in caratteri latini secondo il più noto sistema McCune-Reischauer, ma, la prima volta che un nome compare, viene anche fornita tra parentesi, se diversa, la trascrizione adottata dal governo sudcoreano per i nomi di luogo.


I

n un'era di comunicazioni globali e di reti informatiche ad alta velocità, è sempre più difficile scoprire dei paradisi sconosciuti.

L'isola di Piyang-do (Biyang-do 비양도 飛揚島),
una spensierata oasi verde a ovest di Chejudo

L'isola di Cheju-do (Jejudo 제주도 濟州島), situata al largo della costa sudoccidentale della penisola coreana, è un vero gioiello, un luogo speciale benedetto da un clima subtropicale, da una flora e una fauna inusuali, oltre che da una cucina locale e una cultura particolare che la separa dalla terraferma.

I visitatori trovano nell'isola una quantità di attività e di divertimenti, oltre a molti bei posti da visitare.

Il crepuscolo sulla città di Cheju, capoluogo dell'isola

Il monte Halla (한라산 漢拏山), un vulcano spento che è il punto centrale dell'isola, si eleva fino a 1950 metri, il che lo rende la montagna più alta della Corea del Sud.

Le gite sui fianchi della montagna sono particolarmente popolari in primavera, quando le pianure e le valli circostanti diventano un'esplosione di fiori e di colori.

Chejudo non è soltanto dotata di meraviglie della natura. Nella città di Sŏgwip'o (Seogwipo 서귀포 西歸浦), nella parte meridionale dell'isola, abbondano gli hotel a cinque stelle e altre sistemazioni alberghiere confortevoli.

Pony selvatici scorrazzano liberi nell'area protetta dell'isola

Vi sono anche casinò, ristoranti di classe, invitanti spiagge sabbiose e onde oceaniche spumeggianti.

Tutta l'isola è costellata da piccoli coni di vulcani spenti, chiamati orŭm (oreum 오름) nel dialetto locale.

Pennellate di colore circondano uno dei vulcani inattivi dell'isola

Questi piccoli coni vulcanici spenti sembrano essere una prerogativa dell'isola, dal momento che risultano praticamente assenti in tutto il resto della Corea.

Se vi attirano le spiagge, impacchettate gli asciugamani e i sandali e dirigetevi all'isola di Udo, un piccolo angolo tranquillo al largo della costa orientale di Chejudo. Udo (우도 牛島), o “Isola della mucca”, prende il nome dal fatto che, nell'aspetto esterno, assomiglia a un bovino sdraiato.

La spiaggia di Sagye (사계해안) in una bella giornata. La spiaggia vanta acque limpide e un misto di rocce e sabbia.

Le coste sono costellate da spiagge bianche e sabbiose e le pescatrici, le strade pavimentate di ciotoli e la case dei pescatori non fanno che accrescerne il fascino. Il picco Udo-bong, il punto più alto di Udo, è un grande punto panoramico dal quale si può vedere la vicina Cheju-do.

Tornati a Chejudo, accertatevi di andare a vedere Ch'ŏnjeyŏn (Cheonjeyeon 천제연 天帝淵), un luogo spettacolare dove potrete godere della vista della cascata più famosa dell'isola.

La cascata Ch'ŏnjeyŏn

Qui tre cascate principali confluiscono l'una nell'altra e si gettano direttamente nel mare. Secondo la mitologia coreana, la cascata di Ch'ŏnjeyŏn era lo sfondo per i bagni di sette ninfe che scendevano dal cielo per prendersi un momento di riposo sulla terra prima di risalire.

Completate la vacanza con una gita alla grotta di Sanbanggulsa (산방굴사 山房窟寺), una caverna naturale che ospita una statua buddista risalente al periodo Koryŏ (918-1392). Per una pagina in coreano, ma ricca di fotografie di questo tempietto in grotta, cliccare qui.

La statua del Budda nel tempio in grotta di Sanbanggulsa

La caverna rocciosa alta cinque metri è anche un punto di osservazione ideale. Dal suo interno si può vedere la vicina isola di Marado (마라도 馬羅島) e la costiera Testa del dragone(용머리해안).


Tratto da “Eight Sights of Danyang”, in Pictorial Korea, Primavera 2006. Senza indicazione dell'autore del testo e delle fotografie. Ricerche bibliografiche a cura dell'autore del sito. Pubblicato con autorizzazione del Korea Information Service, che si riserva il copyright sull'intero contenuto della rivista. Riferimento: Korea.net.

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© Valerio Anselmo