S ituato a Yongin nella regione del Kyŏnggi-do, il Museo coreano delle lampade a olio (chiamate tŭngjian Una tipica lampada a olio in ceramica con sostegno in legno Nel museo vi sono circa 400 preziosi dispositivi di illuminazione usati prima dell'avvento dell'elettricità: dalle lampade a olio di terracotta del periodo Silla, alle lampade con sostegno in legno, ad altre di ottone o di ferro, ai candelabri di ferro battuto e con inserti in argento, ai candelieri di bronzo, alle lampade di porcellana. Completano la mostra circa 700 antichi oggetti di uso comune. |
La zona di Yongin offre a chi risiede nelle città satellite dell'area della capitale molti luoghi adatti per una gita, come Everland, il villaggio folcloristico coreano, e un certo numero di parchi di divertimento. Uno
sguardo più approfondito rivela che Una lampada a olio acquistata in Corea dall'autore del sito nel 1968, quando era ancora diffusissima nelle abitazioni di campagna dove non arrivava l'elettricità. La lampada diffondeva una luce debolissima e, quando veniva usata nelle aie dove i contadini lavoravano chiacchierando nelle sere d'estate,serviva più che altro come punto di riferimento. C'è, per esempio, il Museo dei trasporti Samsung (noto anche come “Carmily”), che illustra lo sviluppo dell'automobile, il Museo del commercio Shinsegae, che mette in mostra oggetti che hanno a che fare con il commercio e la distribuzione delle merci in Corea, il Museo Amore Pacific, dove si possono osservare i cosmetici e gli ornamenti tradizionali usati dalle donne coreane, il Museo delle pietre Sejoong, con una gran varietà di sculture tradizionali in pietra, e il Museo delle lampade a olio coreane, che conserva e fa conoscere la forma d'arte (che va rapidamente scomparendo) delle tŭngjan. |
Di tutti questi musei, quello delle lampade a olio è, per i coreani, quello più carico della fragranza della tradizione e ideale per lasciare memorie durature (il sito, in coreano, del museo si raggiunge in Internet
all'indirizzo www.deungjan.or.kr). Lo stesso edificio del museo rappresenta un'opera architettonica caratteristica: creato sul modello delle torri della fortezza
Hwasŏng ( Il curioso edificio del museo, che ricorda da vicino le torri della fortezza Hwasŏng di Suwŏn L'idea di questa forma è stata suggerita dallo stesso curatore del museo, Kim Dong-hui. Cresciuto a Suwŏn, ha ora ricreato nel suo museo una parte della fortezza che era il suo terreno di gioco da bambino. |
Tranne che per gli ultimi decenni, le lampade a olio sono state, per i coreani, il centro della vita familiare per migliaia di anni. Anche se diverse nella forma e nei materiali, erano una parte importante del quotidiano di ognuno, sia che si trattasse di un membro della famiglia reale, sia che fosse un semplice contadino. Una lampada su un sostegno in legno illumina la “camera degli ospiti” Il Museo delle lampade a olio copre una superficie di circa 890 metri quadrati, con tre piani fuori terra e un piano sottoterra. Vi sono spazi per le esposizioni, aree per seminari e per manifestazioni, e un'area di esposizioni all'aperto. Le lampade a olio sono presentate negli spazi espositivi in base a un tema. |
Nella camera degli ospiti, che, nell'allestimento del museo, contiene un tavolino basso per la lettura, un piccolo scaffale per le carte e un kŏmun'go ( |
Vari sostegni in legno per le lampade Nella “camera interna”, dove le donne di campagna cucivano e rammendavano gli abiti, c'è una lampada di porcellana e una a kerosene, oltre a uno splendido candelabro in ottone con ornamenti a forma di farfalla, appartenuto probabilmente alla padrona di casa di una famiglia di aristocratici. |
Una sezione del museo con candelieri e lampade antiche La lampada con piede a terra (jwadŭng |
Una lampada per lettura e una bottiglia per l'olio, in porcellana Nella mostra “Le lampade a olio, esempi di bellezza”, al secondo piano, che presenta lampade dalle forme uniche e particolarmente belle, i visitatori possono apprezzare le qualità estetiche di una varietà di lampade a olio, dalle più semplici alle più elaborate. La sala presenta i pezzi più rappresentativi delle collezioni del museo, dalle più rozze lampade di legno a quelle più raffinate ed eleganti, ognuna di esse con una sua propria bellezza particolare. Qui sono anche messi in mostra oggetti di uso comune, come tutta una serie di porta-lampade di ottone, ferro, bronzo e vetro, oltre a sostegni decorati con preziosi disegni. |
Una lampada di pietra nel giardino del museo Questo museo è anche diverso dagli altri per il fatto di non avere cartellini che spiegano ciascun oggetto. Vi è solo una breve frase su un muro all'ingresso: “Un museo dove si osserva e si pensa”. |
| Tratto da “The Korean Deung-Jan Museum”, in Pictorial Korea, gennaio 2004. Testo di Park Eun-mong, fotografie di Lee Jae-kyu. Ricerche bibliografiche a cura dell'autore del sito. Pubblicato con autorizzazione del Korea Information Service, che si riserva il copyright sull'intero contenuto della rivista. Riferimento: Korea.net. |
Torna all'inizio della pagina
© Valerio Anselmo