성어의 향기 Il profumo delle frasi
Eccoci alla seconda lettura del terzo volume sui caratteri cinesi. Il racconto è tratto da un libro di storielle per ridere ed è famoso in tutto l'Estremo Oriente. Si tratta di un “qui pro quo” molto divertente: l'interpretare alla lettera un modo di dire porta talvolta a strane conclusioni.
L'espressione che causa l'equivoco è 螢雪之功 (형설지공).
Per poter apprezzare l'umorismo nascosto in questo raccontino bisogna tener presente che il modo di dire 螢雪之功, che significa “i frutti di uno studio diligente”, tradotto letteralmente fornisce “i meriti delle lucciole e della neve”. L'espressione sta ad indicare il fatto che, un tempo, quando non esisteva l'illuminazione artificiale, gli studenti diligenti nelle notti estive leggevano i libri anche solo alla luce delle lucciole e di giorno, in una giornata invernale particolarmente cupa, studiavano al riflesso della neve. Ma i due protagonisti del racconto sembrano aver preso un po' troppo alla lettera la cosa e, invece di studiare quando c'è il sole, se ne vanno in giro, l'uno ad acchiappar lucciole, l'altro a guardare il cielo per vedere se nevicherà.
Il titolo del racconto calca ancor più la mano sull'equivoco perché usa il verbo 쌓다 che può essere usato sia per indicare “la dedizione (allo studio)”, che “l'accumularsi (della neve)”. |