Cultura

Scienze antiche


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Antiche mappe medioevali coreane
Le antiche mappe della Corea prodotte dal 16º al 19º secolo offrono informazioni interessanti sulla vita dei coreani di allora.

Incontri con l'astronomia coreana antica
Il cielo, più come sede degli dèi che come realtà oggettiva, è il tema di una mostra che si è tenuta presso il Museo Folcloristico Nazionale.

I caratteri metallici mobili della Corea
Quasi tutti pensano che le prime stampe con caratteri metallici mobili siano state opera di Gutemberg e che la famosa Bibbia sia stato il primo libro al mondo stampato in quel modo. Ma è vero?

La bussola e la rosa dei venti
Divagazione scientifica sul modo di indicare le direzioni nella Corea antica e sull'utilizzo della bussola.

Orologi ad acqua e altro
L'invenzione dell'orologio ad acqua che annunciava le ore con i rintocchi di una campana fu una creazione coreana del quindicesimo secolo.

I misteri di un antico osservatorio astronomico
Varie ipotesi su quale fosse la vera funzione della torre Ch'ŏmsŏngdae: osservatorio astronomico, osservatorio astrologico o altare?

Il segreto della durata della carta coreana hanji
Il rinvenimento di un rotolo di carta stampato con tavole di legno risalente a oltre mille anni fa induce a pensare quale sia il segreto della durata nel tempo della carta coreana tradizionale.

I dolmen coreani come mappe astronomiche?
Lo studio dei dolmen coreani sembra aver portato a risultati sorprendenti: sulla loro superficie sarebbero incise le mappe di alcune costellazioni.

Il chup'an, l'abaco coreano
Il ritrovamento in un cassetto della scrivania di un vecchio abaco dà origine a una interessante ricerca su questo strumento.

Girando attorno alla stampa del Jikji
Tornando a parlare del più antico libro al mondo stampato con caratteri mobili metallici, si scoprono alcune cose interessanti.


Astronomia

Questa torre per osservazioni astronomiche, chiamata Ch'ŏmsŏngdae (첨성대 瞻星臺), è una delle più vecchie strutture esistenti in Corea ed è la più antica struttura di questo tipo esistente in Asia. Fu costruita nel 647, sedicesimo anno di regno della regina Sŏndŏk (632-647) durante il periodo di Silla (신라 新羅).

È costituita da 365 pietre, quanti sono i giorni dell'anno, e la base è formata da 12 pietre rettangolari, quanti sono i mesi. Ha una base quadrata sulla quale si erge la torre cilindrica con la punta rastremata. La base quadrata e le sezioni circolari della torre hanno un significato simbolico: rappresentano l'antica credenza popolare che il cielo fosse rotondo e la terra quadrata.

Secondo quanto ci narrano i resoconti storici, gli osservatori si sdraiavano supini e guardavano gli oggetti celesti attraverso quattro cupole sistemate in un quadrato orientato verso i quattro punti cardinali (nord, sud, est e ovest). Gli astronomi studiavano le posizioni e il moto apparente dei corpi celesti, compilavano il calendario annuale e prevedevano fenomeni celesti come l'equinozio di primavera e d'autunno, il solstizio d'inverno e d'estate, e le eclissi solari e lunari. Gli antichi astronomi coreani osservavano anche le comete e le meteoriti, registrandone le apparizioni.

L'apertura quadrata che si vede a metà altezza è rivolta a Sud e fu creata per permettere ai raggi del sole di toccare un certo punto sul pavimento all'equinozio di primavera e d'autunno e quando il sole attraversava il meridiano. La finestra era studiata in modo da non ammettere la luce del sole al solstizio d'estate. La torre serviva quindi anche a indicare in modo preciso il passaggio delle quattro stagioni.

Si trova a Kyŏngju (경주 慶州), a circa 100 km a nord di Pusan.

Stampa con caratteri mobili

Forse pochi sanno che Gutenberg non fu il primo a stampare verso il 1450 un testo con caratteri mobili. In Corea la stampa con caratteri mobili ebbe infatti inizio già a partire dalla metà del tredicesimo secolo, probabilmente fra il 1232 e il 1241, almeno due secoli prima della sua introduzione in Europa, ma il metodo impiegato nei primi tempi (caratteri in terracotta, piuttosto fragili) cadde gradualmente in disuso e non fu ripreso che nell'anno 1392, quando i caratteri furono invece fabbricati in bronzo. Il lavoro cominciò ufficialmente nel 1403 quando il re Taejong fondò un istituto per la stampa dei documenti.
Ai coreani è anche attribuita l'invenzione della stampa con caratteri di rame all'inizio del quindicesimo secolo. Nel 1420 il re Sejong ordinò la costruzione di grandi caratteri in rame, alcuni dei quali sono ora conservati nel Museo Nazionale di Seul.

Si vedano in particolare le pagine “I caratteri metallici mobili della Corea”, “A Verona un convegno sul Chikchi (Jikji)” e “Girando attorno alla stampa del Jikji”.

Prima di allora per la stampa si intagliavano tavole di legno contenenti i testi e poi con queste tavole si stampavano le copie su carta. Naturalmente il legno è più fragile del metallo e con il tempo le parti più piccole delle lettere tendevano a deteriorarsi. Inoltre non si aveva la possibilità di modificare il testo spostando i caratteri, come invece si poté fare poi con i caratteri mobili.
Le tavole continuarono, però, a essere usate anche in seguito perché, una volta intagliate, andavano meglio per le opere di pregio e per le grandi tirature, mentre i caratteri mobili erano più adatti per ottenere tirature limitate di un testo particolare per il quale non sarebbe valsa la pena spendere tempo ed energie con un raffinato lavoro di intaglio.

In figura il deposito delle tavole accatastate sugli scaffali.

Le tavole di legno oggi più famose in Corea sono quelle conservate nel tempio Haein-sa, che contengono il canone buddista. Le oltre 80.000 tavole, che hanno quasi 800 anni di vita, sono ancora oggi perfettamente conservate nonostante tutte le guerre e le invasioni subite dal paese, e costituiscono un vero tesoro nazionale.

Oggi il canone buddista Tripitaka Koreana può essere consultato anche in Internet all'indirizzo www.sutra.re.kr. Naturalmente è in coreano...
Esiste anche una versione multimediale su 15 CD-ROM. Per una presentazione di questa versione, cliccare qui.

Quadrante solare

A destra una replica del 17º secolo del quadrante solare costruito sotto il regno del re Sejong (r. 1418-1450). Mostra l'ora e la stagione grazie alle incisioni presenti all'interno della coppa.
Si tratta di una specie di orologio portatile. Per segnare l'ora esatta doveva essere posizionato con lo stilo rivolto esattamente a nord e doveva essere posto in posizione perfettamente orizzontale.
L'ora veniva letta sulle incisioni che indicano la longitudine, mentre la stagione si capiva facendo riferimento alle incisioni che indicano la latitudine.
Sul bordo esterno sono incisi i nomi delle 24 suddivisioni stagionali tradizionali.

Pluviometro

I coreani sono stati i primi al mondo a utilizzare il pluviometro in metallo. Questo strumento permette di misurare esattamente la quantità di pioggia caduta grazie a un recipiente cilindrico graduato. L'esemplare illustrato risale al 1770 e si basa su un prototipo sviluppato durante il regno del re Sejong (r. 1418-1450).

Il pluviometro (cheugugi 측우기 測雨基) fu inventato in Corea nel 1441, ben 198 prima di quello inventato in Italia dal monaco benedettino Benedetto Castelli

Nelle località provinciali erano installati pluviometri in porcellana o in ceramica con i quali si misurava la quantità di pioggia caduta e la si trasmetteva all'autorità centrale.

Il pluviometro mostra come la meteorologia studiata su basi scientifiche abbia in Corea una lunga storia.

Orologio ad acqua

Anche della misura del tempo si occuparono attivamente gli scienziati del 15º secolo sotto la guida del re saggio Sejong (r. 1418-1450). L'esattezza delle misurazioni era importante per la divinazione che, unita all'astronomia, si pensava che permettesse di fare previsioni sugli avvenimenti futuri.

Gli orologi di allora erano di due tipi: gli orologi solari, come il quadrante solare illustrato sopra, e gli orologi ad acqua. Mentre gli orologi solari fornivano l'ora corretta secondo le stagioni, ma non erano così precisi per i piccoli intervalli di tempo (gli attuali minuti e secondi) e per di più funzionavano soltanto quando c'era il sole, gli orologi ad acqua erano molto precisi per i piccoli intervalli di tempo e funzionavano sia di giorno che di notte.

L'esemplare di orologio ad acqua illustrato a destra è la replica di un modello dell'epoca del re Sejong e si trova vicino alla tomba del grande re, a Yŏngnŭng.


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© Valerio Anselmo